Dopo il successo del volume “50 Vini di Romania incontrano 50 piatti italiani d’eccellenza”, l’autrice, Marinela Ardelean, propone un nuovo libro che introduce il pubblico a 50 vini rappresentativi provenienti da 50 cantine della Romania, abbinati alle creazioni di alcuni dei migliori chef del Paese. La maggior parte delle ricette è ispirata ai piatti tradizionali, rivisitati in chiave contemporanea. I vini sono stati selezionati per riflettere la ricchezza delle varietà autoctone romene e di quelle internazionali. “Sebbene oltre il 90% del vino imbottigliato in Romania sia ancora consumato localmente, questa realtà sta cambiando. Un numero crescente di produttori investe oggi con determinazione per portare i propri vini oltre i confini nazionali”. Attualmente in Romania troviamo 487 cantine.
Un viaggio attraverso una delle culture enogastronomiche più antiche e meno conosciute d’Europa, alla scoperta dei filari di vitigni arrampicati sulle pendici dei Carpazi, di prodotti tipici d’eccellenza nati e cresciuti all’ombra di antichi castelli e trasformati in specialità tradizionali. La Romania a tavola e nel bicchiere è molto, molto di più di quanto i luoghi comuni possano suggerire e a raccontarcelo, ancora una volta, è Marinela Ardelean, scrittrice ed esperta di vini e distillati, che, dopo il successo del volume “50 Vini di Romania incontrano 50 piatti italiani d’eccellenza” presenta con orgoglio “50 Vini e Pietanze di Romania” (Antiga Edizioni). Trecentocinquantadue pagine nelle quali cinquanta etichette vinicole di altrettante aziende romene selezionate tra le migliori vengono accostate a piatti realizzati dai principali chef del paese, in un piacevole confronto fra tradizione culinaria e la sua evoluzione in chiave contemporanea. “Dieci anni fa – spiega Ardelean – pubblicavo il mio primo libro in Italia, un Paese che rappresenta per me l’essenza dell’enogastronomia mondiale. All’epoca, il mio obiettivo era quello di creare un dialogo unico tra i vini rumeni e la cucina italiana, un progetto che celebrava le relazioni culturali ed economiche attraverso le loro eccellenze. Oggi, con grande emozione, presento una nuova tappa di questo percorso: una raccolta che abbina vini rumeni a piatti della tradizione rumena. Questo progetto non è solo un omaggio ai vini della mia terra, ma anche un passo importante per promuovere la Romania attraverso l’enogastronomia e l’enoturismo”.


Nel suo nuovo libro, presentato presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica a Venezia, Marinela Ardelean ha selezionato i vini in modo da riflettere la ricchezza delle varietà autoctone romene ma anche i livelli di maestria raggiunti nel valorizzare le varietà internazionali. In un capitolo, inoltre, una selezione di dodici destinazioni prettamente enoturistiche in Romania; luoghi spesso sconosciuti al grande turismo nei quali si narrano la storia e la tradizione del vino romeno. Un percorso e uno sviluppo cui in questi anni hanno concorso, con successo, anche importanti enologi italiani.



“Siamo orgogliosi – spiega Roberto Di Filippo, enologo e comproprietario dell’azienda vinicola romena Cantina La Sapata – di essere inclusi negli abbinamenti enogastronomici proposti da Marinela Ardelean; per noi rappresenta un importante riconoscimento al lavoro iniziato 15 anni fa nella selvaggia quanto affascinante terra Dobrogeana. Abbiamo realizzato questo progetto nel rispetto etico ed ambientale di persone e territorio. Fin dall’inizio la nostra agricoltura è stata certificata biologica e, nel tempo, abbiamo instaurato ottimi rapporti con gli abitanti di Somova e con le amministrazioni locali che ci hanno supportato nel corso degli anni. Ringraziamo Marinela, l’Ambasciata Romena e l’Istituto di Cultura Romena per darci l’opportunità di presentare la nostra Băbeasca Rosè”. Tra i relatori alla presentazione del libro avvenita all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica a Venezia, Roxana Bàdescu in rappresentanza della Cantina di Jidvei: “Siamo i piu grandi produttori di vino in Romania e tra i più grandi in Europa: 2500 ettari di proprietà di una sola famiglia e a corpo unico per 25 milioni di bottiglie. Un businness integrato da una ricettività turistica ampia e versatile, anche per battute di caccia organizzate, e anche da colture diverse, dai cereali alla senape e da attività allevative zootecniche. Questo libro è importante per avvalorare tutta la tradizione vitivinivola romena che è in forte espansione”.
Grafiche Antiga arricchisce ulteriormente il rapporto di collaborazione con il comparto vitivinicolo romeno. Un rapporto forte, anche in virtù della partecipazione di partner strategici come Wines of Romania, Aqua Carpatica, Carrefour Romania e TotalPR. “Dopo dieci anni dalla precedente pubblicazione – sottolinea Andrea Simionato, direttore editoriale di Grafiche Antiga – che ha riscosso grande successo nel mondo librario, sono lieto di editare un nuovo libro. La nostra casa editrice ha messo a disposizione per questo progetto tutte le competenze e le migliori tecniche di stampa, per offrire un prodotto di alta qualità. Il nostro compito, ora, è quello di divulgarlo e distribuirlo adeguatamente per far conoscere la qualità del vino, unitamente alla bellezza del paesaggio”.
“Se dieci anni fa – conclude Ardelean – parlavamo di una rinascita del vino rumeno, oggi possiamo parlare di una sua maturazione: un settore in piena evoluzione, con produttori sempre più impegnati a prepararsi per affrontare le sfide dell’export. Sebbene oltre il 90% del vino imbottigliato in Romania sia ancora consumato localmente, questa realtà sta cambiando. Un numero crescente di produttori investe oggi con determinazione per portare i propri vini oltre i confini nazionali. Ho scelto di pubblicare questa nuova opera in Italia per diverse ragioni: l’Italia è la patria dell’enogastronomia mondiale, il miglior biglietto da visita che un Paese possa avere. Inoltre, qui vive la più grande comunità di rumeni al di fuori della Romania. Ma, soprattutto, l’Italia è il Paese in cui ho scoperto la passione per il vino, ho imparato ad apprezzare la gastronomia e ho compreso che il vino è, prima di tutto, cultura”.







