Biodiversità vegetale e animale su oltre mille ettari di azienda agricola a corpo unico a Susegana (Tv). Bufali, bovini, pecore alpagote, suini, galline ovaiole e api. E poi carni, insaccati e salumi, formaggi, yogurt, cereali per panificati, paste, farine e birre agricole, noci e nocciole. E soprattutto viti per una proposta vinicola completa e appagante. Quattro ristoranti per diverse esigenze di clienti gourmet e amanti della cucina tradizionale. Una foresteria, quattro appartamenti e due musei.




Borgoluce è innanzitutto il risultato di un piano agronomico riuscito, che parte da lontano e che poggia, soprattutto, sulla competenza e sulla visione imprenditoriale di Lodovico Giustiniani, contitolare con la moglie Caterina Collalto e la sorella di lei Ninni Collalto, di un’azienda agricola che somma oltre 1000 ettari a corpo unico a Susegana (Tv). Una realtà dove coltivano 120 ettari di superficie vitata, parte a conduzione biologica e parte biodinamica, le uve della quale vengono vinificate in una cantina ipogea enorme, moderna, inaugurata 5 anni fa. La proposta agroalimentare e ristorativa è articolata e si sostanzia su quanto viene coltivato e allevato direttamente in azienda e quella turistica esperienziale e ricettiva (foresteria con 12 camere e 3 appartamenti) offre diverse attività e possibilità di soggiorno. Perno di una realtà composita e complessa dove lavorano decine di persone è Omar Bortoletto, direttore da anni di Borgoluce, con un vissuto importante nella ristorazione. Sulle sue idee, competenze, relazioni è cresciuta un’offerta gastronomica ampia e versatile in grado di soddisfare il cliente gourmet più raffinato, quanto il buongustaio che cerca tradizione, genuinità, sapore e immediatezza. Quasi tutto viene preparato con materie prime vegetali e animali allevate in azienda e per buona parte pure trasformate in house. Spaziamo dalla carne bovina (550 capi tra limousine e angus, linea vacca – vitello), bufalina (500 capi), suina (250 capi) e ovina (90 capi di razza alpagota) alle uova da cinque razze di galline ovaiole (250 capi), al miele dell’apiario, tutto proveniente dai loro allevamenti; dai derivati del latte come la mozzarella, la ricotta e il formaggio blu di bufala, allo yogurt fino alla caciotta e alla crescenza; dai tagli anatomici venduti tali e quali ai salumi e insaccati come il salame, la sopressa, la mortadella, il lardo; dall’olio extra vergine di oliva ai cereali da varietà antiche come il mais biancoperla, il grano duro senatore cappelli,il nostrano dell’isola, farro, avena, girasole e orzo che poi vengono panificati (pane, grissini, gallette) , birrificati dalla Casa Vecia di Ivan Borsato a Camalò (Tv), pastificati (11 quintali all’anno di pasta semintegrale trafilata a bronzo, di farro e Senatore Cappellio macinati a pietra e preparati da Marco Bigolin di Molino Terre Vive di Rossano Veneto) o macinati e venduti come farine. Dalle noci confezionate con o senza guscio (60 ettari) alle nocciole (2 ettari) che diventano nocciolata. E poi verdure di stagione come piovesse. Da sottolineare come tutte le deiezioni animali vengono riutilizzate insieme ad altri prodotti di scarto dei campi, negli impianti a biogas per la produzione di energia elettrica che alimenta l’azienda.
IL VINO
Il Prosecco di Borgoluce rappresenta il vertice di una lunga tradizione vinicola radicata nel cuore del Veneto, una delle regioni leader in Italia per la produzione e l’esportazione di vino, grazie soprattutto al successo internazionale del Prosecco. Situata nell’area della prestigiosa Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Borgoluce è rinomata per la produzione di vini dal vitigno Glera, noto storicamente come Prosecco, che ha trovato in queste colline il suo habitat ideale. L’area ha ottenuto il riconoscimento ufficiale come Denominazione d’Origine Controllata già nel 1969, delimitando la zona storica di produzione a 15 comuni tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene, inclusa Susegana, dove ha sede l’azienda Borgoluce. Nel 2009, la zona è stata elevata a DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita, attestando la qualità e l’autenticità dei vini prodotti. Attualmente, solo una bottiglia su sei di Prosecco sul mercato proviene da queste colline. All’interno della Denominazione Conegliano Valdobbiadene si distinguono le selezioni territoriali, note come Rive, che identificano spumanti provenienti da specifiche micro-zone sui versanti più ripidi delle colline. Le Rive, caratterizzate dal nome della sottozona e dal millesimo, offrono un’esperienza unica e distintiva ai consumatori. Tra gli spumanti DOCG di Borgoluce, spiccano le Rive di Collalto, sempre presentate con il millesimo. Il Prosecco di Borgoluce è prodotto con il metodo Charmat, o Martinotti, dove la presa di spuma avviene in autoclave per garantire freschezza e vivacità al vino. L’azienda offre anche lo spumante Sui Lieviti, sottoposto a rifermentazione in bottiglia.
Note di degustazione:
Rosariflesso – Spumante Rosè Extra Brut – Borgoluce

Uvaggio: Chardonnay, Pinot Noir
Vinificazione: Macerazione sulle bucce a seconda della provenienza delle uve da poche ore fino a tre giorni. Pressatura e fermentazione charmat in acciaio Inox. Permanenza sui lieviti per 6 mesi a 10 °C
Affinamento: acciaio
Vendemmiate a mano nella prima decade di settembre, le uve provengono da superfici giacenti a 70 metri di altezza su suolo argilloso con presenza di calcare e ghiaia fine. Il colore è rosa tenue e il perlage fine e persistente. Il naso è piuttosto intenso e complesso con note di mirtilli, ribes, fragola e frutta a polpa bianca; note balsamiche e di erbe aromatiche. Il palato è secco, fresco e salato. Equilibrato, fine, armonico, di buona persistenza. E’ un vino da aperitivo con insaccati, salumi, verdure pastellate, paste alle verdure e ragù di corte, carni bianche alla piastra e griglia.
Sui lieviti – Valdobbiadene Docg Brut Nature Biologico – Borgoluce

Uvaggio: Glera 100%
Vinificazione: Spremitura delle uve intere, estrazione del mosto fiore e fermentazione con lieviti aziendali.
Affinamento: integrale sui lieviti in inverno. Imbottigliamento e presa di spuma con esaurimento spontaneo degli zuccheri. Affinamento minimo di 9 mesi in bottiglia.
Allevate sulle Colline di Collalto di origine morenica e suoli argillosi con presenza di calcare e ghiaia fine, le uve vengono raccolte manualmente dopo la seconda metà di settembre. Il calice si presenta giallo paglierino con bollicine fini e persistenti. I profumi, intensi e delicati, vanno dalla frutta a polpa bianca, a sentori di crosta di pane e pan brioche destinati nel tempo ad aumentare in intensità. Il sapore è secco, minerale, abbastanza fresco. Fine ed equilibrato, di buona persistenza. E’ un vino versatile, da aperitivo, pesce e risotti e paste a base di pesce, verdure e ragu’ di carni bianche.
Rive di Collalto – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Brut Millesimato– Borgoluce

Uvaggio: glera 100% vendemmiata a metà settembre
Vinificazione: Pressatura soffice delle uve intere, fermentazione lenta ad opera di lieviti selezionati; affinamento sulla feccia nobile per 5 mesi.
Affinamento: acciaio
Da uve allevate a Collalto, località Castagne, ad altezza tra i 250 e i 300 metri, si presenta giallo paglierino con un perlage fine e peristente. Il naso è di buona intensità e complessità, con note di fiori bianchi, mela verde e pesca bianca. In bocca è secco, minerale, decisamente fresco. E’ un vino armonioso ed equilibrato, fine, versatile in abbinamento, incontra bene insaccati, salumi, verdure pastellate, crostini e bruschette, primi piatti a base di pesce, crostacei.
Incorcio Manzoni 6.0.13 2023 – Marca Trevigiana IGT – Borgoluce

Uvaggio: Incrocio Manzoni 6.0.13
Vinificazione: Alla diraspatura segue la pressatura soffice e la fermentazione per 10 giorni, alla temperatura di 17 °C in serbatoi di acciaio inox
Affinamento: acciaio
Le uve che poggiano su terreno sciolto e calcareo, con presenza di scheletro, vengono raccolte nella seconda metà di settembre. Il calice è di un bel giallo paglierino brillante e abbastanza consistente. I profumi sono intensi e complessi di fiori bianchi, erbe aromatiche, pesca bianca matura e frutta esotica. In bocca è secco e abbastanza caldo e morbido, fresco e sapido. Armonico, fine, equilibrato, intenso. Si abbina a cicchetti, verdure pastellate, crudite di pesce, risotti e paste di pesce, di ragù di verdure, formaggi a pasta molle, carni bianche.
Capifosso 2021 – Colli Trevigiani Rosso IGT – Borgoluce

Uvaggio: Merlot e Cabernet Sauvignon
Vinificazione: alla diraspatura seguono rimontaggi soffici nel vinificatore in acciaio inox. La macerazione dura dai 15 ai 20 giorni, abbinata a delestage e follature soffici.
Affinamento: bottiglia
Vendemmia tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Agli occhi si presenta rosso rubino intenso e abbastanza consistente. Al naso, intenso e complesso, svettano profumi di mora, di frutta a bacca rossa, fino alla confettura, note di spezie e di liquirizia. In bocca è abbastanza caldo, morbido, buona freschezza e tannicità. Equilibrato, armonico e maturo, è avvolgente, di corpo piuttosto robusto, intenso e persistente. Si abbina a paste ricche al ragù di carne, selvaggina, carni alla griglia, formaggi saporiti
Fotonico – Vino Rifermentato in bottiglia non filtrato – Borgoluce

Uvaggio: selezione di uve a bacca bianca coltivate in vigneti di proprietà
Vinificazione: Spremitura delle uve intere ed estrazione del mosto fiore. Affinamento sui propri lieviti fino a primavera. Dopo la fase di imbottigliamento svolge la rifermentazione spontanea in bottiglia. Questo genera un leggero deposito (fondo) costituito esclusivamente da lieviti naturali.
Affinamento: in bottiglia 8 – 10 mesi
Da uve aziendali vendemmiate nella seconda decade di settembre si ottiene un vino originale, dal colore giallo paglierino opaco e perlage fine e consistente. Il naso e abbastanza intenso e complesso, fine, con sentori di erbe aromatiche, frutta a polpa gialla, agrume, lievito. In bocca è fresco, sapido e minerale. Armonico e abbastanza intenso e persistente. E’ un vino da aperitivo a tutto tondo.
La proposta gastronomica e ristorativa.
La Tenuta Borgoluce, oltre ai suoi vini, rappresenta anche un modello di cucina sostenibile e autentica. Nei quattro ristoranti della tenuta – Osteria, Frasca, Vineria e RodaMata – il 90% degli ingredienti, dalle carni ai formaggi, dal vino alle farine, proviene direttamente dalla proprietà. Questa filosofia a chilometro zero conferisce a ciascun locale un’identità unica pur mantenendo un forte legame con il territorio.
Osteria Borgoluce
L’Osteria Borgoluce si trova in una tradizionale casa colonica restaurata, situata in collina. La sua terrazza panoramica offre una vista spettacolare su un paesaggio riconosciuto come patrimonio UNESCO. Il menù, creato dallo chef Giuliano Zanatta, rende omaggio alla tradizione, valorizzando i sapori autentici delle materie prime locali.
Frasca Borgoluce
La Frasca Borgoluce è un agri-bistrot che interpreta i prodotti dell’azienda agricola in modo rustico e delizioso. Situata accanto alla stalla delle bufale e al caseificio, accoglie gli ospiti in un ambiente rurale e caldo, con un’atmosfera conviviale e genuina. Il nome richiama gli antichi spacci di vino dei primi del ‘900, e la Frasca mantiene queste caratteristiche tipiche con una grande sala del camino e tavoloni di legno. Ideale per una serata informale tra amici, offre taglieri di affettati, salumi e formaggi, oltre a hamburger gourmet accompagnati da birra agricola della casa.
Vineria Borgoluce
La Vineria Borgoluce, l’ultimo arrivato tra i locali della Tenuta, mantiene la filosofia slow e propone prodotti a filiera cortissima. Situata all’interno della Cantina, la Vineria dispone di una raffinata terrazza che offre un panorama bucolico di rara bellezza. Ispirata alle cicheterie veneziane, propone polpette, fette di pane con affettato o formaggio e mozzarella in carrozza. Ideale per pause pranzo e aperitivi, la Vineria può ospitare anche eventi speciali grazie all’ampia sala convegni al piano superiore.
Ogni ristorante di Borgoluce racconta una storia di passione per la terra e per la cucina, offrendo agli ospiti un’esperienza unica che celebra il meglio del territorio veneto.











RodaMata è un cicloristoro nel borgo di Collalto. L’atmosfera è giovane e rilassata in uno spazio colorato e giocoso, in bilico tra retrò e bohémien, dove mettersi comodi e stare a proprio agio. Il menù è composto da piatti semplici e ispirati alla cucina tradizionale, anche casalinga, con qualche twist contemporaneo. Pasta fresca, frittate, cicchetti, frattaglie, torte, pane cotto nel forno a legna da acompagnare alle birre alla spina aziendli. Durante il weekend è aperto tutto il giorno, servendo anche le colazioni.
Museo dei mestieri e della civiltà contadina e Scuola dei Bombardieri del Re






Gli spazi di un antico essiccatoio ospitano un’affascinante testimonianza della cultura contadina del territorio, raccolta con cura e passione dalla famiglia Collalto e da Barbara Emo Capodilista. Nel cuore di questo ambiente storico, un ampio salone, allestito sotto la supervisione di Gabriele Furlanetto, accoglie una preziosa collezione di utensili e mezzi di trasporto che ricostruisce il ciclico avvicendarsi dei lavori agresti nel corso dell’anno. Le pareti del museo sono animate da espressioni e detti contadini, che raccontano un passato scandito da ritmi lenti, tradizioni tramandate di generazione in generazione e una profonda connessione con la stagionalità. La visita offre un’immersione affascinante nella storia, nella vita quotidiana e nell’ingegno dei nostri avi, rappresentando un’opportunità educativa unica per bambini e adulti. Per i più piccoli, il museo è un viaggio nel tempo che permette di conoscere la storia della civiltà contadina e comprendere l’importanza del lavoro manuale. Per gli adulti, rappresenta un richiamo alla tenacia e alla costanza necessarie per lavorare la terra, invitandoli a ricordare e apprezzare le radici culturali della regione. La collezione del museo, composta da strumenti agricoli, attrezzi quotidiani e mezzi di trasporto, offre uno spaccato autentico della vita rurale, celebrando il patrimonio e la tradizione contadina che hanno plasmato il territorio. Ogni oggetto esposto racconta una storia di lavoro, ingegno e resilienza, rendendo la visita al museo un’esperienza ricca di significato e di scoperte. In sintesi, il museo della Tenuta Borgoluce non è solo un tributo alla cultura contadina, ma anche un ponte tra passato e presente, un luogo dove le nuove generazioni possono imparare e gli adulti possono riscoprire le radici profonde del loro territorio.
















Durante la Grande Guerra, uno degli edifici dell’azienda agricola Borgoluce, noto come Mandre, fu requisito dall’esercito. Dal gennaio 1916 all’ottobre 1917, questo edificio ospitò la Scuola di addestramento del corpo dei Bombardieri del Re, diventando un punto cruciale per la preparazione e l’attività degli artiglieri. Oggi, in collaborazione con il comune di Santa Lucia di Piave, proprio nelle stesse sale dell’edificio Mandre, è stato allestito un Museo dedicato a raccontare l’addestramento, l’attività e la vita degli artiglieri che hanno operato tra quelle mura durante la Grande Guerra. Il Museo presenta una collezione di materiali, arredi, fotografie e utensili dell’epoca, accuratamente disposti in un allestimento coinvolgente che mira a preservare la memoria e l’empatia verso coloro che affrontarono tempi di enormi difficoltà e cambiamenti solo un secolo fa. L’esposizione nel Museo non solo documenta l’esperienza degli uomini e delle donne che hanno vissuto e lavorato a Mandre durante il conflitto, ma offre anche un insight sul destino del territorio circostante, profondamente coinvolto nella guerra. Attraverso oggetti d’epoca e testimonianze visive, il Museo invita i visitatori a riflettere sulla resilienza e sul coraggio delle generazioni passate. Il Museo di Borgoluce rappresenta un prezioso monumento alla memoria della Grande Guerra, offrendo un’opportunità educativa e emozionale per comprendere il significato storico di quel periodo e per onorare il sacrificio di chi ha vissuto quei tempi difficili. È un luogo dove la storia prende vita, stimolando la riflessione e la gratitudine verso coloro che hanno dato tanto per il nostro futuro. In sintesi, il Museo di Mandre a Borgoluce è un tributo tangibile alla memoria delle persone e degli eventi che hanno segnato profondamente il territorio durante la Grande Guerra, invitando ogni visitatore a connettersi con il passato e a riconoscere l’importanza di preservare la storia per le generazioni future.







