Nei decenni la famiglia Ghezzi ha saputo riconoscere la bellezza di un borgo incantato. E ha saputo distinguere le potenzialità delle vigne e dei terreni che lo circondano. In via di conclusione il progetto dedicato alla ricettività turistica.
Un mese fa sono tornato a Camigliano dopo la mia prima visita dell’anno scorso e l’atmosfera era la stessa: un’azienda vitivinicola ed una località impregnate di storia, passione, fascino. Un borgo dove il tempo sembra essersi fermato, un luogo che custodisce memorie secolari e un’arte vinicola di alto livello. Tornarci mi ha permesso di consolidare quell’emozione e di cogliere le sfumature di una realtà che non smette di evolversi e dove l’accoglienza sincera, sobria ma elegante della famiglia Ghezzi e delle loro maestranze rende la visita ancora più stimolante e suggestiva. La bellezza del paesaggio e la bontà del vino rimangono i protagonisti, ma con una consapevolezza in più: Camigliano non è solo un’azienda agricola, è un’esperienza a tutto tondo, un viaggio nel cuore di Montalcino che ogni volta sa sorprenderti con i suoi silenzi ammalianti e seduttivi. Già abitato dagli etruschi, Camigliano divenne borgo di una certa importanza in epoca alto medioevale come avamposto di Montalcino. Il cammello, simbolo aziendale ritrovato in un sigillo del XIII secolo è probabilmente legato alla corporazione dei camilli, nata ai tempi di Diocleziano. Dal 1957 la famiglia Ghezzi si dedica con passione alla produzione di vini d’eccellenza. E nonostante le radici profonde, l’azienda ha saputo evolversi abbracciando la modernità e l’agricoltura biologica dal 2014. Un impegno che si riflette in ogni singola bottiglia grazie anche all’esperienza e alla competenza dei tecnici, Sergio Cantini, enologo pisano, in primis. Il vitigno principe è il Sangiovese, protagonista assoluto che dà vita a etichette iconiche come il Brunello e il Rosso di Montalcino. Novantacinque ettari di superficie vitata per complessive 330000 bottiglie circa delle quali 200000 di Brunello di Montalcino Docg e 50000 di Rosso di Montalcino Doc: a queste si sommano Igt Poderuccio, Gamal vermentino e Gamal rosa igt. Gli ettari di proprietà tra boschi e seminativo sono comunque oltre cinquecento. Ne ricavano vino, ma anche distillati, olio extra vergine d’oliva biologico Terre di Siena dop e miele.



Per quanto riguarda le caratteristiche della tenuta, i vigneti poggiano su terreni di composizione diversa. La varietà più coltivata, come detto, è il sangiovese (75 ettari di cui 50 atti a diventare Brunello di Montalcino Docg). Le vigne, tutte allevate a regime biologico, sono situate nello stesso comprensorio con una estensione di 100 ha circa ma l’altitudine cambia da zona a zona tra i 250 e i 270 mt s.l.m. Le caratteristiche geologiche sono differenti: alcuni terreni sono sabbio limosi, altri argillosi, altri con fossili e marne.
Accoglienza accogliente. “Stiamo ristrutturando la vecchia oliviera – sottolinea Silvia Ghezzi – con tre suite da dedicare all’accoglienza degli ospiti con accesso alla piscina. È la parte principale di un progetto che dedicheremo alla ricettività turistica potendo contare al momento su sedici posti letto”.






I riconoscimenti 2025
Quando il lavoro in vigna si fonde con il talento in cantina ne gioiscono anche i palati più esigenti e le guide più prestigiose. Ade esempio, il Brunello di Montalcino “Paesaggio Inatteso” 2019, è un vino, un’esperienza che il Gambero Rosso ha premiato con i suoi ambiti Tre Bicchieri. Eccelle Gualto: il Brunello di Montalcino Riserva 2018ha conquistato la “Tre Stelle Oro” di Veronelli e le “Quattro Viti” dell’AIS. Oltre confine il Wine Enthusiast ha assegnato ben 95 punti sia al Gualto che al Paesaggio Inatteso. E il Brunello 2020 e il Gualto Riserva 2019 sono stati celebrati con i 95 punti da Wine Spectator.
Note di degustazione: Rosso di Montalcino 2023, il Brunello di Montalcino 2020, Il Paesaggio Inatteso 2020 – Brunello di Montalcino e il Gualto 2019 – Brunello di Montalcino Roserva.
– La 2023 del Rosso di Montalcino è l’annata corrente con cui sono usciti a settembre scorso dopo la vendemmia. Un vino moderno, snello, elegante che gioca ben le sue carte di freschezza e gioventù. Le aspettative sul 2025? Sergio Cantini e Silvia Ghezzi si dichiarano ottimisti. Si presenta con un vivace colore rosso rubino, che preannuncia un profilo aromatico fresco e fruttato. Al naso, spiccano note di ciliegia, lampone e prugna, con delicate sfumature floreali e sentori speziati. In bocca è asciutto, di medio corpo, con una piacevole acidità che lo rende scorrevole e di ottima beva. I tannini sono ben integrati. Si abbina a tagliatelle al ragù e formaggi semi stagionati.
– Acciaio, cemento e due anni di legno. È il percorso del Brunello 2020 prima di finire in bottiglia. Tutto parcellizzato, ogni vigneto viene valutato, vendemmiato e vinificato separatamente e poi blend. Complessivamente è un vino di grande finezza e complessità, che esprime appieno il carattere del Sangiovese. Si presenta con un colore rosso granato intenso, e un profumo complesso. Le note di frutta rossa matura si fondono con sentori di sottobosco, cuoio, tabacco e spezie dolci. Molto balsamico. Al palato è pieno, elegante e armonico, con tannini fitti e una lunga persistenza che ne esalta la struttura. Si abbina al cinghiale in umido, bistecca alla fiorentina, bigoli all’anatra.
– Il Paesaggio Incantato 2020 è un’espressione elegante e vivace del Sangiovese in purezza. Si presenta con un colore rosso rubino intenso e un profilo aromatico che unisce la freschezza della ciliegia e del lampone a sentori più complessi di sottobosco e spezie, macchia mediterranea e una piacevole nota minerale, gessosa, di grafite. In bocca è fresco, con tannini ben integrati e freschezza adeguata. Si abbina a faraona ripiena al forno, guancette di maiale brasate, spezzatino di cervo con polenta.
– Il Gualto 2019. È una selezione delle vigne più vecchie dell’azienda. Cloni più vecchi di quelle che finiscono nel Paesaggio e nel Brunello. Grappoli più grandi con meno colore in grado di conferire al vino grande longevità e freschezza. Un vino esemplare per quanto si riconoscano le caratteristiche di uva e vino di Camigliano. Un vino di grande struttura e complessità, destinato a un lungo invecchiamento. Si presenta con un colore rosso granato profondo, e al naso si esprime intenso e stratificato, con note di frutti neri maturi, prugna e confettura, arricchite da sentori di tabacco, caffè, liquirizia e un’elegante speziatura. In bocca è robusto e avvolgente, con tannini fitti ma setosi e un’acidità ben integrata che sostiene una persistenza lunghissima. Si abbina a formaggi stagionati, carré di agnello al forno, pappardelle al ragù di lepre, filetto di bue alla Rossini.







