La degustazione di tre vini della Linea Aristos (Kerner, Sylvaner e Pinot Noir) ha confermato la vocazione di un territorio straordinario e la meticolosità del lavoro in vigna e in cantina.
Una degustazione didattica, impostata bene, condotta meglio. Tre calici per confermare quanto di buono sostengo da tempo sulle potenzialità, emerse pienamente da qualche anno, della Cantina Valle Isarco. Vini contemporanei, di grande intensità e complessità, freschezza e sapidità; di rara piacevolezza di beva. Vini di un terroir caratteristico in quell’eden enologico che è l’Alto Adige. Il Kerner ha mostrato potenza e intensità sia al naso che in bocca e una sapidità veramente intrigante. Lungo anche il Sylvaner, meno verticale e più ampio. Che dire del Pinot Noir? A vederlo e in parte pure al naso mi sembrava una moderna versione della schiava. E come certe schiave ha maturato grande finezza e intensità nei profumi, con un bellissimo floreale, con una nota di pepe bianco e di lampone maturo veramente intrigante. Un vero pinot altoatesino. Non c’è che dire: l’ortodossia del direttore Armin Gratl, dell’enologo Stefano Donà abbinate alla visione di Riccardo Cotarella hanno garantito un risultato pregevole del quale si parlerà a lungo.






Note di Degustazione
A fianco della linea classica, Cantina Valle Isarco ha una produzione di alta qualità racchiusa nelle linee Aristos e Sabiona. A settembre 2023 ha visto la luce il super white Adamantis, cuvée punta di diamante della produzione, mentre a maggio 2023 è stato presentato il primo metodo classico della cantina, Aristos Zero. Altro fiore all’occhiello è il Kerner Passito Nectaris.
Linea Aristos
La linea Aristos è composta da 9 vini bianchi e 1 vino rosso, che rappresentano i vitigni più importanti della cantina e vogliono rappresentare la massima espressione delle loro tipicità varietali e del territorio estremo in cui vengono coltivati. Le uve per questa linea vengono prodotte nei vigneti più pregiati della Valle. Per garantire la massima qualità le rese sono bassissime (vanno da 25 hl a 50 hl per ettaro). La produzione totale della linea Aristos è di 100.000 bottiglie.
Kerner Aristos – Alto Adige Valle Isarco Doc – 2022
È prodotto con uve Kerner in purezza, vendemmiate a mano a completa maturazione. Dopo una pigiatura delicata e una breve macerazione a contatto con le bucce, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox. Il vino rimane nei medesimi recipienti per 7 mesi, dove può affinare le sue caratteristiche organolettiche. Il colore è un bel giallo paglierino acceso. All’olfatto particolarmente intenso, presenta un frutto maturo, pesca bianca, albicocca, susina gialla, qualche nota agrumata e di macchia mediterranea. Il palato è secco e pieno, fresco e di grande sapidità. Si abbina meravigliosamente ad antipasti leggeri, speck e piatti a base di uova e funghi. Non disdegna inoltre portate a base di pesce d’acqua dolce e frutti di mare, frittura di pesce o i risotti alle erbe, al nero di seppia, cucina asiatica, formaggi freschi.
Numero bottiglie prodotte: 30.000
Annata in commercio: 2023
Prima annata di produzione: 2002

Sylvaner Aristos – Alto Adige Valle Isarco Doc – 2023
Viene prodotto esclusivamente a partire da uve Sylvaner, vendemmiate al raggiungimento del massimo grado di maturazione. Dopo un breve contatto con le bucce, la fermentazione del mosto ha luogo per metà in botti grandi di legno di acacia e per metà in acciaio inox, con 10 mesi di affinamento sulle fecce nobili. Il bicchiere si mostra con un bel giallo paglierino con qualche riflesso verdognolo. Il naso complesso e intenso, spazia tra aromi di pesca e di mela verde, fiori di campo, fieno e qualche nota di macchia mediterranea. In bocca, fine ed armonico, è secco, fresco, persistente. Complessivamente equilibrato e pronto, è indicato in abbinamento con antipasti e piatti della cucina tradizionale altoatesina e marinara. E’ perfetto per un carpaccio di trota salmonata, canederli alle erbe con burro fuso, formaggi freschi, risotto con pesce di laguna, bigoli in salsa.
Numero bottiglie prodotte: 25.000
Annata in commercio: 2023
Prima annata di produzione: 1990

Pinot Nero Aristos – Alto Adige Valle Isarco Doc – 2022
Le uve provengono da Campodazzo, paesino vitivinicolo nella zona sud della Valle Isarco. Attenzione dalla potatura alla maturazione e alla selezione delle uve sono i criteri che permettono la produzione di questo Pinot Nero dal carattere fruttato molto intenso. Le uve sono raccolte esclusivamente a mano. Dopo una breve macerazione a freddo, segue la pigiatura delicata e la fermentazione a temperatura controllata, in parte in botti d’acciaio e in parte in tonneaux aperti. Matura per 18 mesi sulle fecce nobili in tonneaux. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia per 6 mesi. È un vero e proprio Pinot Nero di montagna: elegante, con un frutto ben definito, che racconta di ciliegia in primis, con tocchi di lampone e susina matura, una nota floreale delicata, di rosa, di viola, e solo un piccolo accenno di spezie calde. In bocca è fine, equilibrato, armonico e persistente con tannini setori e ottime freschezza e mineralità. Un vino agile, versatile negli abbinamenti: dal filetto di manzo al pepe verde alle costolette di agnello alle erbe, pappardelle al ragù di lepre, canederli allo speck, fontina e asiago mezzano, parmigiana di melanzane, fegato alla veneziana.
Numero bottiglie prodotte: 2.000
Annata in commercio: 2022
Prima annata di produzione: 2020

La Cantina Valle Isarco
Fondata nel 1961 da 24 famiglie, Cantina Valle Isarco è la più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige. Oggi i soci sono 135 e coltivano 150 ettari di vigneti in 11 Comuni, da Bolzano fino a Sud di Bressanone. Ogni anno vengono prodotte 950mila bottiglie che rappresentano 14 varietà (10 bianche, 4 rosse), per un totale di 32 etichette la cui punta di diamante è rappresentata dalla cuvée Adamantis e dalla selezione Aristos. Il 95% della produzione di Cantina Valle Isarco è dedicata ai vini bianchi, dove primeggia il Kerner affiancato da Sylvaner, Grüner Veltliner, Gewürztraminer e Müller Thurgau, mentre nel 5% di produzione di rossi spicca il Pinot Nero Riserva Aristos. Cantina Valle Isarco negli ultimi dieci anni ha raddoppiato il suo fatturato arrivando a quota 7,8 milioni di euro.
A guidare Cantina Valle Isarco ci sono il presidente, in carica dal 2010, Peter Baumgartner, e il direttore generale Armin Gratl, che ricopre questo ruolo dal 2013. Negli ultimi 5 anni la cantina ha investito oltre 2 milioni di euro per migliorare la propria struttura e le proprie tecnologie.





Il Terroir
La valle Isarco offre uno dei paesaggi naturali più suggestivi dell’Alto Adige, caratterizzato da maestose montagne, antichi masi, castelli, monasteri e punteggiato di villaggi, magnifici castagneti e soprattutto vigneti terrazzati, con i loro ordinati muriccioli in pietra. La gente è abituata a lavorare terreni prevalentemente scoscesi, mantenendo e curando fino a 1000 metri di altitudine vigneti anche di minuscole dimensioni. È appunto, e soprattutto, questa varietà che suscita rispetto e mantiene vivo l’attaccamento nei confronti di una natura assolutamente unica.
Gli atout di Cantina Valle Isarco – Kellerei Eisacktal sono molti: «Abbiamo una varietà di microclimi e di vitigni molto interessante, distribuita su pendii aspri e versanti scoscesi, difficili da coltivare – spiega il direttore generale Armin Gratl –. Terreni leggeri e poveri, pietrischi di origini glaciale e sedimenti fluviali, con basse rese intrinseche». La zona di produzione della Cantina Valle Isarco, che si estende a Nord fino a Novacella/Bressanone, comprende Chiusa/Sabiona e termina nella valle Isarco meridionale, con una grande varietà di condizioni geologiche e di terreni. In accordo con le diverse caratteristiche geologiche e mineralogiche dei terreni vengono piantati diversi tipi d’uva. Quest’area di terreni morbidi e ben ventilati è caratterizzata da un clima piuttosto asciutto e da numerose giornate di sole nel periodo della maturazione delle uve. Mentre all’inizio degli anni ’60 venivano prodotti prevalentemente vini rossi, oggi la Cantina Produttori Valle Isarco è rinomata per la produzione di eccellenti vini bianchi.
Il particolare microclima, caratterizzato da calde giornate estive e rigide notti nel periodo della vendemmia, assicura vini freschi, fruttati e ricchi di contenuto minerale. «Beneficiamo della notevole escursione termica fra giorno e notte – continua Gratl – dovuta alla vicinanza delle montagne, delle scarse piogge e dell’importante quantità di ore di sole nel corso dell’anno. Condizioni atipiche per un territorio alpino da cui la viticoltura trae grande beneficio».
Possiamo parlare di viticoltura eroica perché la valle Isarco si caratterizza per un terreno molto ripido, con una vallata molto stretta, e con la presenza a fondo valle del fiume Isarco, dell’autostrada e della strada statale e dei binari del treno. Non è un’area collinare ma montuosa, in cui le vigne partono da 500 metri a Chiusa per toccare quota 1000 metri di altitudine, una situazione già questa estrema a cui si aggiunge la pendenza molto ripida che arriva fino al 60%».
Per questo le vigne sono al 90% terrazzate, se così non fosse sarebbe impossibile lavorarvici a causa dell’elevata differenza di quota. Ogni vigna è caratterizzata da 5-6-7-10 filari di vite, i terrazzamenti e poi un muro che si eleva per 2 metri e poi altri terrazzamenti per evitare una pendenza troppo ripida. A tutto questo si aggiunge poi il problema dell’erosione del terreno per cui la presenza di un muro diventa fondamentale per evitare il franamento del terreno in caso di pioggia. Nel nostro territorio il 90% del lavoro in vigna viene fatto a mano.
Riccardo Cotarella e Stefano Donà
La valle Isarco è forse la regione vinicola meno conosciuta dell’Alto Adige e quella con le potenzialità più belle. È per questo che Riccardo Cotarella, il più famoso degli enologi italiani, ha accettato la sfida lanciatagli dalla Cantina Valle Isarco – Kellerei Eisacktal, che è andata a bussare alla sua porta per chiedergli di firmare i suoi vini a partire dalla vendemmia 2020. «Sono estremamente contento di questo nuovo incarico e molto positivo – afferma Cotarella –. Ho accettato questa collaborazione con molto piacere, anzitutto perché l’Alto Adige è una delle poche regioni italiane che mi mancavano dove cimentarmi come enologo, in secondo luogo perché la ritengo una zona estrema in molti sensi, e unica, nel territorio, nei vitigni, nella mentalità di produzione, nella voglia di migliorarsi. A 72 anni bisogna avere motivazioni interessanti e qui le ho trovate, in questa cantina ci sono tutti gli ingredienti per poter mettere in campo una collaborazione piena di entusiasmo e di prospettive».

Armin Gratl, direttore generale della cantina sociale, aggiunge: «Abbiamo scelto Riccardo Cotarella per la sua grandissima esperienza nazionale e internazionale, nonché per la sua voglia di misurarsi con un territorio a lui fino a oggi sconosciuto, convinti che il nostro enologo resident Stefan Donà possa trarre da questa consulenza un grande aiuto per una crescita professionale che va dalla campagna alla cantina. Ci siamo dati dei tempi medio lunghi di collaborazione con Cotarella, non si tratta di una consulenza mordi e fuggi. Abbiamo stabilito assieme a lui un programma di lavoro pluriennale che coinvolga tutte le aree della cantina perché abbiamo intenzione di trarre giovamento a 360 gradi da questa collaborazione, non solo per noi, ma anche per valorizzare tutta la produzione vinicola della valle Isarco».







