Degustazione di bianco e rosso Toscana Igt della cantina La Regola, che trova anche nella forma e nella dedizione al bello l’attrattiva per una visita.
Tre generazioni di storia. Fu il bisnonno di Luca e Flavio Nuti, Corrado, a cominciare con una piccola produzione per il consumo familiare nei primi del Novecento in località La Regola (toponimo che ritroviamo nelle carte catastali fiorentine del 1700). Corrado era il fabbro-ferraio del paese e usava dissetarsi con del “vinello” di sua produzione. Il figlio di Corrado, Nilo, continuò questa piccola produzione di vino e, nei primi anni ’30, intraprese anche una sua attività agricola di servizi acquistando i primi trattori e le trebbie per il grano. Questa attività di servizi venne ampliata dal padre di Luca e Flavio, Rolando, che ammodernò ed espanse la propria impresa in tutta la provincia di Pisa e Livorno, estendendo l’attività anche all’impianto di vigneti nelle vicine e rinomate aziende di Bolgheri. Fu, tuttavia, nel 1990 che iniziò la vera e propria costruzione dell’azienda vitivinicola La Regola come oggi la conosciamo grazie alla quarta generazione. Luca, diventato agronomo dell’azienda e si occupa della produzione, e Flavio (avvocato), che ha appoggiato con entusiasmo il fratello occupandosi della parte amministrativa, commerciale e del marketing, hanno dunque preso in mano le redini dell’attività. Vennero impiantati nuovi vigneti, reinnestando in parte quelli già esistenti in Località La Regola, con cloni di cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, syrah, petit verdot, sauvignon blanc, chardonnay, viogner e gros manseng, oltre a consolidare l’ampelografia originaria col potenziamento dei vitigni autoctoni già coltivati come il sangiovese, il vermentino toscano, la malvasia e la colombana. La prima produzione in bottiglia risale al 1997, cui segue nel 1998 l’uscita della prima annata del portabandiera aziendale il cru La Regola. Complessivamente parliamo di 20 ettari di vigneto, parte in pianura (a 50 metri) e parte in collina (100-200 metri).

VINI (BIO) TRA AUTOCTONI E INTERNAZIONALI
La zona in cui si trova oggi l’azienda è uno dei più importanti siti etruschi costieri, avamposto della vicina Volterra, ed è da sempre vocata alla viticoltura. La Regola gode di un microclima particolare, temperato, con notevoli escursioni termiche, e i suoi vigneti sono parte in pianura (50 metri) e parte in collina (100-200 metri), sono attraversati dal fiume Cecina e protetti ai lati da una fascia collinare boschiva con una forte presenza di querce da sughero. Il terreno è sciolto e drenante, prevalentemente costituito da sabbie plioceniche ricche di fossili di conchiglie, con una percentuale di argilla, una stratificazione di rocce e minerali ricchi di ferro e un’esposizione dei filari di vite a sud-sud est. L’azienda è interamente convertita all’agricoltura biologica e il lavoro in vigna è sempre svolto manualmente, anche nel momento della raccolta e selezione dei grappoli. La vinificazione si svolge a temperatura controllata utilizzando solo lieviti indigeni. Il portafoglio vini – per una produzione complessiva di 100mila bottiglie – include lo Strido (merlot 100%); il Cru La Regola Igt Toscana (100% cabernet franc); il Vallino (blend di cabernet sauvignon, sangiovese e syrah); il Ligustro Igt Costa Toscana (merlot e cabernet franc); Le Prode Doc Montescudaio; il Rosegola, un rosato da sangiovese, merlot e syrah. I vini bianchi, che grazie al microclima presente lungo il fiume Cecina e alle escursioni termiche notturne hanno una spiccata acidità, sono La Regola Bianco (chardonnay e sauvignon blanc); il Lauro (viognier e chardonnay); lo Steccaia da uve di Vermentino e sauvignon blanc; Le Prode da sole uve di vermentino; il passito Sondrete.A questi si aggiunge anche la linea bollicine da uve gros manseng: due metodo classico rispettivamente per 36 mesi e 60 mesi sui lieviti. Dal 2023 si produce anche il metodo classico rosato da uve pinot nero affinate 36 mesi sui lieviti.
UNA CANTINA ECO-CIRCOLARE
La cantina progettata dall’architetto Sergio Scienza è totalmente ecosostenibile, alimentata da energia solare. In questo progetto si sfrutta l’orientamento del percorso solare come fonte di energia rinnovabile per la climatizzazione e l’illuminazione. Le naturali pendenze del terreno servono poi a evitare l’utilizzo di pompe e la presenza di una folta e alta vegetazione funge da protezione per il vento.

Per la sua integrazione nel paesaggio ha ricevuto nel 2016 il premio speciale del concorso internazionale indetto dalla Federazione Italiana Club e centri Unesco con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali. “La cantina fa parte di un progetto nel quale crediamo moltissimo e sul quale abbiamo investito con entusiasmo e una certa dose di caparbietà – spiegano Flavio e Luca Nuti – Volevamo uno spazio non solo in grado di valorizzare al meglio la produzione vinicola, che quindi fosse funzionale e in armonia con la natura, ma volevamo anche creare un ambiente che fosse di stimolo per il territorio. La nostra cantina dovrà diventare, una specie di “Ambasciata territoriale”, un luogo di incontro, di scambio culturale, sociale e soprattutto artistico”. L’architetto di interni Giorgio Balestri si è occupato dell’arredamento, in particolare dei locali adibiti alla vendita, la sala convegni, la sala per la degustazione e gli spazi comuni. Ha curato la scelta della tinteggiatura esterna in modo da mimetizzare la struttura di circa 2.000 mq con il paesaggio circostante e renderla meno impattante.La cantina al suo interno ha un percorso artistico curato da Stefano Tonelli, artista poliedrico che ha esposto anche alla Biennale di Venezia. La barricaia è stata interamente affrescata per circa 46 metri di pittura ed è ispirata al “sogno del vino” e alla sua “gestazione”.
NOTE DI DEGUSTAZIONE.
Toscana Rosso Igt 2018
Vitigno: cabernet franc
Vinificazione: macerazione sulle bucce e fermentazione alcolica in tini di cemento naturale. Dopo la malolattica, affinamento di almeno 18 mesi in barriques nuove di rovere francese e poi almeno 12 mesi in bottiglia
Vino da uve biologiche. Calice pieno, consistente, di un colore rosso rubino brillante. Il naso è fine, intenso e complesso con note di prugna, frutti a bacca nera, balsamiche, erbe aromatiche come l’alloro e una punta di origano, tabacco, cioccolato, chiodi di garofano e pepe bianco. In bocca è opulento e succoso, fine e armonico, di grande equilibrio tra alcol e un tannino delicato, freschezza e mineralità gessosa. È un vino pronto, intenso, persistente. Un gran bel calice che si abbina a carni rosse, brasate e in umido, cacciagione, formaggi saporiti e stagionati.

Costa Toscana Bianco Igt 2021
Vitigni: chardonnay e sauvignon blanc
Vinificazione: pressatura soffice, fermentazione separata dei vitigni in anfora e barrique di primo e secondo passaggio. Affinamento 8 mesi sulle fecce fini in anfore e barriques e successivo assemblaggio del blend. Almeno 1 anno in bottiglia
Vino da uve biologiche. Si mostra con un bel giallo paglierino brillante, piuttosto denso. Il naso è complesso e fine, spazia con intensità dai fiori bianchi alla frutta tropicale e agrumata e pesca bianca, erbe aromatiche, finocchietto, timo e qualche nota balsamica. È un bianco molto toscano e verticale anche in bocca, con morbidezze adeguate a equilibrare perfettamente una spiccata freschezza e mineralità. Complessivamente fine, armonico, equilibrato, di buona persistenza e con un grado di maturità tra il pronto e il maturo. Si abbina molto bene a piatti a base di pesce, crostacei e crudité, ma anche a carni bianche, paste al ragù di corte, formaggi di media stagionatura e perché no, cucina orientale.








