Non va consentito che le istituzioni propagandino posizioni e teorie che non sono supportate dal metodo scientifico, perché se si permette al governante di turno di legittimare l’esistenza di unicorni e sirene, o cure a base di acqua e limone si legittima la sciocchezza e l’arbitrio. Per evitarlo è fondamentale un impegno sociale e culturale forte delle istituzioni e delle realtà tecnico-scientifiche, soprattutto in tema di una comunicazione puntuale e accessibile rivolta ad un pubblico vasto e non solo a quello ristretto degli addetti ai lavori.
Il recente discorso di Trump all’ONU è stato l’espressione parossistica di un fenomeno in larga diffusione nel mondo, sia in quello delle così dette democrazie che in quello delle autocrazie. Anche da noi ha avuto ed ha manifestazioni, dapprima saltuarie e via via sempre più vigorose.
Mi riferisco al fenomeno per cui chi assurge a ruoli istituzionali ad un certo punto inizia a farsi portavoce e dar legittimazione a posizioni, determinate da proprie convinzioni personali nella migliore delle ipotesi, a prescindere dalla loro intrinseca o meno razionalità, anzi il più delle volte sono profondamente irrazionali e perfino illogiche. Non solo, questo atteggiamento si accompagna spesso alla delegittimazione, fino al dileggio, di determinazioni che godono del supporto di argomentazioni razionali più che solide. Spesso questo viene fatto tacciando di corruzione le posizioni del cosiddetto mainstream, che sarebbero elaborate per favorire i “poteri forti” a cui i novelli governanti si oppongono in nome dell’interesse del popolo.
Questo può venir fatto in modi diversi. Per esempio sostituendo le governance di enti tecnici e scientifici con figure di dubbie referenze e posizioni palesemente incoerenti con le affermazioni fatte dagli stessi enti, oppure usando i finanziamenti in modo ricattatorio, oppure minando con la disinformazione la credibilità delle istituzioni tecnico scientifiche e di chi fa corretta divulgazione. Il processo può essere favorito, come ho già detto in altre occasioni, dalla carenza comunicativa che troppo spesso la comunità scientifica e culturale ha manifestato verso il grosso dell’opinione pubblica.
Nel periodo del COVID abbiamo visto questo fenomeno in varie forme, per esempio da noi con le contorsioni della coalizione giallo-verde nel rapportarsi con le Autorità Sanitarie, cercando di dar spazio alle posizioni “alternative”, oppure lo si è visto negli USA, con l’arrivo dell’ultimo (fine ingloriosa di una prestigiosa dinastia politica) Kennedy alla guida della Sanità, con le sue simpatiche teorie che finora hanno prodotto un’epidemia di aviaria di dimensioni bibliche e una recrudescenza del morbillo da terzo mondo.
All’ONU lo abbiamo visto con il discorso del primo ministro Netanyahu, che ha dato una rappresentazione della catastrofe di Gaza completamente pro domo sua, con tanto di sceneggiata dei cartelli, talmente fuori dalla realtà da risultare intollerabile e grottesca. Lo abbiamo visto a dimensione, direi titanica, con il discorso di Trump. Che poteva quasi essere una parodia, se non fosse stato tragicamente vero. Il presidente americano ha in quasi un’ora attaccato buona parte della comunità scientifica mondiale, dando sostanzialmente dei cretini e a tutti, legittimato posizioni strampalate sull’autismo e in materia sanitaria e definito il cambiamento climatico la truffa del secolo, idioti quelli che lo teorizzano, sbeffeggiato gli sforzi europei in merito alla decarbonizzazione e politiche green, buttato per intero la croce della questione dell’emissioni di anidride carbonica addosso alla Cina e negando il pesante ruolo USA in merito.
Tutto ciò, mi fa ripensare ad alcune mie vecchie riflessioni, in parte condivise anche col Popolare. Non va mai consentito al potere politico, a tutti i livelli, di demolire le istituzioni tecniche e scientifiche o di asservirle ai propri desiderata. Non va consentito che le istituzioni propagandino posizioni e teorie che non sono supportate dal metodo scientifico, perché se si permette al governante di turno di legittimare l’esistenza di unicorni e sirene, o cure a base di acqua e limone si legittima la sciocchezza e l’arbitrio. Questo porta prima o poi a politiche che portano a decessi, ma soprattutto a politiche che prima o poi si tradurranno in compressioni delle libertà individuali e collettive.
Le affermazioni di Trump sono pesantissime, delegittimano decenni di lavoro scientifico, dando agio a quelli, in tema di cambiamento climatico, che preferiscono ignorare il problema, le sue cause e le sue conseguenze, questo per guadagnare consenso, poiché tale questione impone impopolari cambi di paradigma e rinunce a ricche rendite di posizione. E pazienza se le conseguenze del negazionismo climatico le pagano ancora una volta soprattutto i paesi più poveri e i ceti più deboli.
Certo è vero l’UE ha avuto un approccio al tema non sempre adeguato, troppo spesso eterodiretto e non pragmatico, ma ora non si deve buttare il bambino con l’acqua sporca, si deve correggere la rotta certo, ma non mettere in mano il timone a quelli che ci porteranno sugli scogli raccontandoci che ci faranno fare una meravigliosa crociera.
È fondamentale un impegno sociale e culturale forte delle istituzioni e delle realtà tecnico-scientifiche, soprattutto in tema di una comunicazione puntuale e accessibile rivolta ad un pubblico vasto e non solo a quello ristretto degli addetti ai lavori. Parimenti serve l’abbandono di velleitarismi, emotività ideologiche o ideologie emotive da parte delle forze del mondo progressista sui tempi dell’ambiente e dello sviluppo e una maggior coerenza nelle proprie posizioni.






