I dati dell’ultimo report State of the Global Workplace 2026 di Gallup descrivono uno scenario allarmante per il mercato del lavoro europeo: l’88% dei lavoratori e delle lavoratrici dichiara un profondo distacco dai valori aziendali. Per rispondere a questa emergenza, Zeta Service e Satispay promuovono per domani a Bari un Roadshow dedicato alla trasformazione del welfare da adempimento burocratico a strategia d’impatto.
Lo scarso coinvolgimento non è solo un problema di clima interno, ma una voragine economica: a livello globale, l’engagement è sceso al 20%, causando una perdita di produttività stimata in 10 trilioni di dollari. In questo contesto, il benessere delle persone smette di essere un tema accessorio per diventare l’unica vera leva di competitività e sostenibilità per il territorio.
Oltre il “Carewashing”
Il rischio più concreto oggi è il cosiddetto carewashing: un disallineamento strutturale tra la retorica aziendale sul benessere e l’esperienza reale vissuta quotidianamente dai collaboratori. Secondo i dati Gallup, in Europa solo il 12% della forza lavoro si dichiara attivamente coinvolta, lasciando un 88% in uno stato di disimpegno che oscilla tra il malumore evidente (15%) e un distacco motivazionale cronico (73%). Per rispondere a questa emergenza, Zeta Service e Satispay promuovono domani all’Hotel Nicolaus un Roadshow dedicato alla trasformazione del welfare da adempimento burocratico a strategia d’impatto per mettere a fuoco proprio la necessità di superare una visione meramente “adempitiva” delle norme.
Leve strategiche e potere d’acquisto
Come sottolineato da Emanuela Molteni (Consulente del Lavoro di Zeta Service Lumina), interpretare correttamente le novità della Legge di Bilancio — dai Flexbenefit al nuovo limite dei buoni pasto a 10 euro — non è solo una questione tecnica. Si tratta di trasformare i vincoli normativi in opportunità per ottimizzare il costo del lavoro e, contemporaneamente, garantire un reale aumento del potere d’acquisto. Il welfare, dunque, non va letto come una semplice agevolazione, ma come un elemento chiave per rafforzare l’organizzazione e aumentarne l’attrattività verso i talenti.
Equità, inclusione e innovazione digitale
L’evoluzione del lavoro passa anche per la tutela dei diritti e la costruzione di ambienti paritari. L’intervento dell’avvocata e attivista Cathy La Torre pone l’accento sul welfare come pilastro per la generazione di un impatto sociale positivo che parta dall’interno dell’organizzazione. Sul fronte dell’erogazione, l’innovazione digitale gioca un ruolo fondamentale. Michela Cosa (Satispay) evidenzia come la sfida attuale sia soprattutto culturale: le imprese che ottengono risultati sono quelle che smettono di considerare il welfare un obbligo contrattuale, integrandolo nella propria strategia di crescita attraverso strumenti digitali semplici e coerenti con le abitudini quotidiane dei lavoratori. In un mercato in rapida evoluzione, la capacità di mettere al centro il benessere reale — e non solo formale — dei collaboratori resta l’unico investimento capace di garantire una crescita duratura.







