Presentato nella sede del Consorzio il piano Strategico di promozione del Serprino. L’ambizione? da neanche un milione a 8,5 milioni di bottiglie con cui inondare Padova e poi progressivamente il Veneto e oltre. Sarà il front man dei vini dei Colli Euganei destinati tutti a una politica di forte rilancio


I vini dei Colli Euganei sono mediamente ottimi con punte di rara eccellenza. Aziende riconosciute a livello internazionale sono state in grado negli ultimi decenni di portare i vini di questo territorio nel mondo ben oltre i numeri di una denominazione piccola con una produzione in bottiglie complessivamente piuttosto esigua (3.5 milioni circa in tutto), e una assemblea consortile vivace, talvolta disomogenea se non litigiosa nelle scelte fondamentali e con risorse economiche limitate da dedicare alla promozione. Parliamo di 1,3 milioni di bottiglie per quanto riguarda i vini rossi, 1,1 milioni gli aromatici e 0,8 milioni il Serprino. Se la produzione restasse così, statica ed immodificabile nei secoli, e avesse raggiunto il massimale produttivo, per aumentare i fatturati delle aziende resterebbe solo la leva dei prezzi. Eppure, secondo il nuovo corso consortile rappresentato dal Presidente Gianluca Carraro, “l’offerta potenziale e’ gigantesca! Significativa al punto da poter portare nel tempo il vino Serprino alle 8,5 milioni di bottiglie, i rossi a 7,5 milioni di bottiglie e i moscati a 3,5 milioni”. In mezzo, ovviamente, ci sono le normative, gli obblighi e le autorizzazioni e le scelte politiche e di indirizzo strategico del Consorzio. Eppure sono questi il contesto e gli obiettivi indicati dal Consorzio la settimana scorsa partendo da un front man che vogliono rendere protagonista assoluto del rilancio: Mr Serprino.
Non più il brutto anatroccolo
Diciamolo, il Serprino da tempo non gode di troppa attenzione tra i consumatori e, in parte, neanche tra i produttori consorziati nonostante la piacevolezza organolettica e la facilità di beva del vino in sè. Ecco allora che il Piano strategico di Promozione del Serprino presentato venerdì scorso dal giornalista, scrittore e consulente Angelo Peretti e dal Presidente del Consorzio Gianluca Carraro parte proprio da questo assunto: le risorse sono poche e vanno impiegate bene e canalizzate al meglio e il potenziale del Serprino è notevole e va liberato. Un vino che, considerato le modifiche che si renderebbe necessario introdurre a disciplinare, dovrebbe mirare a:
– crescera progressivamente nei numeri da 0,8 fino agli 8.5 milioni di bottiglie;
– chiamarsi Serprino dei Colli Euganei Doc e non il contrario;
– poter essere prodotto in modalità sur lie o “col fondo” come si direbbe in Veneto;
– poter utilizzare come sistema di chiusura il tappo a vite, se non addirittura a corona come ha immaginato Peretti;
– godere di una nuova immagine coordinata ed omogenea a partire dall’etichetta;
– diventare il vino dell’aperitivo, delle cerimonie e la base mixology innanzitutto di Padova e provincia per poi conquistare spazi nelle altre province del Veneto (esclusa Treviso) in Italia e, perchè no, pure fuori confine.
– avere un proprio stand Serprino unico al Vinitaly.
Tutto questo senza tralasciare di sostenere e promuovere distintamente tutti e tre i brand: Serprino, Rossi dei Colli Euganei, Aromatici. “Cosi facendo – ha sottolineato Peretti – andremo a vedere per ciascuno che cosa li rende unici”. “Trecento ettari vitati, decini di vitigni e oltre 30 tipologie di vino. Fare promozione in un contesto simile – ha evidenziato il Presidente Carraro – e’ impossibile. Il consorzio non ha risorse economiche adeguate per sostenere un panorama cosi ampio. Bisogna fare delle scelte e cosi il piano strategico cerca di fare delle scelte sapendo che la superficie vitata non aumenterà sensibilmente e che dobbiamo fare i conti con le nostre risorse”. “Ho visto le trasformazioni del mondo vitivinicolo italiano e del Veneto che oggi è una delle regioni di riferimento in Europa. Nella pianificazione strategica del vino lo spontaneismo non funziona – evidenzia Peretti – soprattutto se i mezzi sono limitati. Il problema dei Colli Euganei e’ l’eccessiva complessità e dispersione, con una doc che somma 2 milioni e 600 mila bottiglie e una docg che ne conta 900000. Sono poche le bottiglie prodotte e cosi le risorse. E’ necessario trovare un volano in grado di diventare moltiplicatore economico. E per raggiungere questo obiettivo va fatta sintesi verso un prodotto che rassicuri e il brand Serprino in questo senso ha dei valori: è un vino solo dei Volli Euganei; è solo frizzante e si puo scrivere frizzante in etichetta. Obiettivi? Incremento progressivo dei volumi soprattutto nel padovano con un raddoppio dei volumi a fine triennio”.


Dentro il Piano Strategico
Il Serprino è l’unico vino veneto specializzato nella tipologia frizzante e rappresenta un’esclusività dei Colli Euganei, stante che il Decreto 13 agosto 2012 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali stabilisce che il nome Serprino possa essere utilizzato “ai soli fini della designazione dei vini Dop Colli Euganei”. Questo significa che, al di fuori dei Colli Euganei, non può esistere alcun vino che possa utilizzare il nome Serprino. Di conseguenza, il piano strategico recentemente adottato dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei prevede che il nome Serprino venga considerato un vero e proprio brand autonomo e che, in quanto tale, possa essere protagonista di uno specifico progetto di valorizzazione, così come lo saranno, in maniera distinta, i rossi dei Colli Euganei e i vini aromatici locali a base delle varietà di Moscato. Insomma: Serprino, vini rossi e vini aromatici non saranno più promossi assieme, ma sempre in maniera separata, in modo da attrarre l’interesse di specifici segmenti di mercato.
La specializzazione nella tipologia frizzante offre al Serprino una ghiotta opportunità di posizionamento commerciale, alla luce dell’andamento favorevole dei vini “con le bollicine” e del fatto che, stanti recenti indagini di mercato, in Italia circa otto consumatori su dieci di tali tipologie di vini si definisce acquirente di vini “frizzanti”, a prescindere dal fatto che il vino sia davvero frizzante o sia spumante. Le parole chiave su cui si baserà la promozione del Serprino sono quelle che ne rappresentano la specificità: sarà dunque presentato come un vino frizzante, vulcanico, dinamico, unico, informale, trasversale a tutte le fasce di età e dotato di una forte identità. Dal lato dell’immagine grafica, invece, il Serprino disporrà di un proprio marchio specifico, il cui utilizzo sarà normato in maniera molto rigorosa per garantirne la costante riconoscibilità. Per sviluppare il mercato occorrerà lavorare sulla crescita della percezione identitaria del Serprino da parte sia della filiera produttiva, sia dei consumatori. In questo sono d’aiuto la forte conoscenza del vitigno da parte dei viticoltori locali e la rapidità potenziale di collocamento sul mercato post vendemmia, stante che i tempi di rifermentazione del Serprino sono relativamente brevi: di fatto, prima di Natale possono essere già sul mercato le prime bottiglie di Serprino della nuova annata. Il Consorzio intende fare del Serprino il vino di riferimento per i brindisi augurali e per tutti i momenti di festeggiamento, e per questo è disponibile ad affiancare attivamente gli organizzatori di eventi e iniziative locali.
A tal fine, si pensa di sottoporre all’Assemblea dei Soci del Consorzio la modifica dell’attuale modalità di etichettatura, passando dalla menzione Colli Euganei Serprino alla nuova definizione di Serprino dei Colli Euganei, e dunque ponendo in primo piano il nome Serprino. Inoltre, si vorrebbe introdurre la tipologia di Serprino frizzante “sui lieviti”, in coerenza con le attuali dinamiche della domanda di vini frizzanti e con la tradizione veneta dei vini “col fondo”. Si ipotizza infine di liberalizzare i sistemi di chiusura del Serprino, con l’autorizzazione all’uso del tappo a vite, ampiamente richiesto dagli importatori esteri.
LE REGOLE DI PRODUZIONE DEL SERPRINO
Il Serprino è un vino prodotto con l’uva autoctona omonima esclusivamente nei Colli Euganei, come da Decreto del 13 agosto 2012. DOC dal 1969. La zona di produzione si estende sui comuni di Arquà Petrarca, Galzignano Terme, Torreglia e in parte anche sui comuni di Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme, Due Carrare, Monselice, Baone, Este, Cinto Euganeo, Lozzo Atestino, Vo’, Rovolon, Cervarese S. Croce, Teolo, Selvazzano Dentro, tutti in provincia di Padova. Secondo il disciplinare, le rese consentite sono fino a 150 quintali/ettaro.
IL TERRITORIO
I Colli Euganei si distinguono per la loro forma conica dovuta all’origine vulcanica, sebbene la zona del Parco dei Colli Euganei si estenda su un ampio territorio, che include anche aree pianeggianti. La viticoltura del Serprino avviene ad altitudini che variano da 50 a 300 metri slm arrivando fino a sfiorare i 400, in alta collina. I vigneti sono principalmente concentrati sui versanti nord, dove le escursioni termiche tra giorno e notte consentono la produzione dei precursori aromatici del Serprino.







