Ad oggi parliamo 1.300.000 bottiglie a marchio La Tordera distribuite per il 60% in Italia nella ristorazione e nelle enoteche, non nella Grande Distribuzione Organizzata. Il 40% destinato all’export viene consumato in oltre 40 paesi tra i quali: Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Australia, Repubblica Ceca, Austria, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Portogallo.





La storia de La Tordera è quella di una famiglia che ha vissuto la guerra, la povertà, ma anche il riscatto e il successo, che l’hanno portata a essere ciò che è oggi. Un percorso iniziato con Pietro Vettoretti, fondatore de La Tordera insieme alla moglie Mirella, e proseguito fino a Paolo e Renato, oggi alla guida. Tanti piccoli passi hanno permesso ai Vettoretti, nel tempo, di dare identità ai loro vini lavorando una superficie che ad oggi si estende su 80 ettari, ma che originariamente era un piccolo vigneto nel Cartizze, a Santo Stefano, acquisito nel 1918 da nonno Giuseppe che a Valdobbiadene era nato nel 1890. Un vigneto diverso dagli altri perché, normalmente, la vite cresceva maritata agli alberi per lasciare spazio alle coltivazioni dell’orto sotto la fila, mentre Giuseppe volle un vigneto specializzato studiandone l’impianto, le distanze tra i ceppi, la palificazione. Passano gli anni, si supera la Seconda Guerra Mondiale. Tante cose sono cambiate ma il vigneto storico resiste ed è, ancora oggi, composto da oltre 130 ceppi ultracentenari, tra i più rari dell’intera Denominazione Conegliano Valdobbiadene Docg. Al tempo il vigneto non serviva solo per la produzione di vino ma anche per distillare la grappa mentre il legno di potatura si usava per scaldare la casa. I contadini del tempo si auto producevano quasi tutto grazie al bestiame, alla coltivazione della vite, degli ortaggi e della frutta. Al di fuori della famiglia si acquistavano quasi solo zucchero, il sale e l’olio.
Negli anni sessanta Pietro decise di investire nell’area di Valdobbiadene affittando terreni abbandonati a un costo irrisorio. In pianura si coltivava il mais mentre la viticoltura si faceva solo in collina, perché a fondovalle faceva troppo freddo. Tuttavia, negli anni Novanta, Pietro comprese i segnali del cambiamento climatico optando per la piantumazione dei vigneti in pianura, prossimi alla zona storica di Valdobbiadene. La strada così tracciata ha segnato il passaggio dal ruolo di semplici conferitori di uve alla vinificazione e poi all’imbottigliamento in proprio. Ad oggi parliamo 1.300.000 bottiglie a marchio La Tordera distribuite per il 60% in Italia nella ristorazione e nelle enoteche, non nella Grande Distribuzione Organizzata. Il 40% destinato all’export viene consumato in oltre 40 paesi tra i quali: Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Australia, Repubblica Ceca, Austria, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Portogallo.
A proposito, perchè Tordera? Perchè si ricordano i tordi che durante la prima guerra mondiale erano soliti scendere dalle dolomiti e volare tra i filari di viti nella vallata del Cartizze.



Vino e ambiente
Fare viticoltura è difficile! Farlo in collina lo è ancora di più perché ogni operazione viene eseguita manualmente. Il lavoro richiesto per la viticoltura a Valdobbiadene, quindi, è significativamente più impegnativo rispetto a quello che normalmente si svolge in pianura. Se le piante centenarie, quelle del vigneto del 1918 sono il simbolo de La Tordera, la biodiversità viene promossa non solo attraverso il recupero di antiche varietà autoctone come la Perera, coltivate in un vigneto di 5.000 ceppi, ma anche attraverso la valorizzazione dei boschi. Per consentire la rapidità della raccolta delle uve e l’arrivo tempestivo in cantina, elemento fondamentale per Paolo, enotecnico, la vendemmia è preceduta da una meticolosa preparazione del vigneto. È Pietro stesso che, ancora oggi, si reca personalmente nei vigneti degustando attentamente i singoli acini per valutarne lo stato di maturazione e decidere il momento ottimale per iniziare la raccolta.
La cantina
La costruzione della cantina La Tordera, di concezione moderna, avviene nel 2001, cui segue, nel 2011, la ristrutturazione secondo i principi del basso impatto ambientale e del risparmio energetico, tanto da essere certificata nel 2012 prima cantina veneta Casa Clima. La struttura in legno consente una migliore coibentazione per mantenere la temperatura costante, ogni ambiente e l’acqua usata in cantina vengono riscaldati con caldaia a cippato prodotto con legna di recupero dei propri boschi. I pannelli fotovoltaici consentono la produzione di 350 Kw coprendo quasi integralmente il fabbisogno energetico. L’acqua, impiegata per il lavaggio delle vasche e per alcune fasi d’imbottigliamento, è stata ridotta e viene riutilizzata per l’irrigazione dei vigneti nei periodi di forte siccità. L’uso di combustibili è riservato solo ai mezzi agricoli, cercando comunque di ottimizzarne al massimo l’utilizzo. Le etichette sono realizzate con carte riciclate e le bottiglie, in vetro alleggerito, pesano 700 grammi e sono composte per oltre l’80% da vetro riciclato. Ciò permette la fusione ad una più bassa temperatura ed una dispersione minore di anidride carbonica nell’atmosfera. Infine, per gli imballaggi viene utilizzata carta riciclata al 100% e legno di pino vergine essiccato senza altri trattamenti.




I vini di famiglia
La famiglia Vettoretti, come detto, conduce direttamente circa 80 ettari, gran parte di proprietà, nell’area del Conegliano Valdobbiadene e in quella dell’Asolo: 58 ettari (rispettivamente 30 e 28) dedicati alle docg Conegliano Valdobbiadene ed Asolo e 30 ettari circa riconducibili a prosecco doc. La distanza massima di 30 km tra i piccoli appezzamenti costituisce un elemento fondamentale per Paolo affinchè le uve arrivino in cantina più velocemente possibile al fine di preservarne la qualità, la freschezza e l’aromaticità e per prevenire la partenza di fermentazioni indesiderate. Assieme a Paolo, l’enologo de La Tordera Luciano Rebuli seleziona e vinifica le uve in lotti separati cercando di elevare l’individualità dei vini prodotti. Una ricchezza di terreni ed esposizioni diverse, da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, passando per Asolo e le zone del Prosecco Doc Treviso.
Al vertice qualitativo, dopo il Cartizze, ci sono le “Rive” di Guia e di Vidor. Rive è la tipologia che meglio rappresenta la denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Per diventare Rive, un vino deve essere prodotto con uve che provengono da un solo Comune e il vigneto deve avere rese più basse: 5 quintali/ettaro meno delle altre vigne Docg. La rifermentazione in autoclave dura almeno 60 giorni e per il Rive 90. Partendo dall’assunto secondo il quale “Se un Prosecco Superiore è di qualità, può resistere nel tempo – come sottolinea Paolo Vettoretti – è nato il progetto “Senza Tempo”, il Valdobbiadene DOCG Metodo Classico, ottenuto esclusivamente dalle uve Glera. La sfida? Creare un Valdobbiadene DOCG con una rifermentazione tradizionale che non conosce tempo e che possa rappresentare la massima espressione di eccellenza del territorio. In generale la moda di dire che il prosecco deve essere consumato entro l’anno e’ superata, almeno per noi che abbiamo impostato un certo lavoro”.
Tra le altre tipologie di vino introdotto troviamo un Incrocio Manzoni 6.0.13 per soddisfare clienti che ci chiedono un vino bianco fermo e secco, e poi un Incrocio Manzoni 13.0.25 (rosato) che spumantizziamo. Sono uve che in parte acquistiamo”. A questi è stato aggiunto, alcuni anni fa, un Metodo Classico, il Calchera, vinificato utilizzando i vitigni caratteristici del Pinot Nero e dello Chardonnay.
Note di degustazione:
Da sottolineare l’approccio secondo Paolo: “In Tordera si parte dal vigneto per scegliere il regime zuccherino migliore; la veste più preziosa. Non il contrario”.


Otreval (Extra Brut) – Valdobbiadene Docg Rive di Guia – La Tordera
Da viti di glera giacenti in collina a Guia di Valdobbiadene su suolo argilloso con un po di arenaria e limitata disponibilità di acqua deriva L’Otreval, il vigneto più alto della Tordera (300 mslm) con pendenza del 70%. Categoria extra brut che esprime, tuttavia, un residuo zuccherino pressochè zero. Alla raccolta delle uve, segue una seconda fermentazione di 6 settimane in autoclave e una successiva sosta di almeno tre mesi. Al calice il colore è giallo paglierino brillante e il perlage fine e diffuso. Oltre agli aromi classici di mela verde e pera riconoscibili profumi di agrume, di frutta esotica, floreali, e di panificato. In bocca è soprattutto fresco, asciutto e lungo.
Brunei (Brut) – Valdobbiadene Docg – La Tordera
E’ un assemblaggio di uve provenienti da impianti diversi e deve il suo nome alla storia di questo appezzamento di terra rivelato in un antico mappale risalente al periodo austro-ungarico. E’ il marchio di fabbrica, la vera essenza della filosofia aziendale Natural Balance, il best seller degustato a tredici mesi dalla vendemmia. Viene mantenuto con le fecce fini fino a luglio. Il calice è giallo paglierino cristallino con un ottimo perlage. Il naso, intenso, aggiunge ai classici sentori di frutta, dalla mela verde al litchi, e lievemente floreali profumi balsamici e di erbe aromatiche. In bocca è abbastanza morbido, fresco e leggermente minerale, equilibrato e di buona persistenza.
Serrai (Extra Dry) – Valdobbiadene Docg – La Tordera
Serrai indica, in dialetto trevigiano, il serraglio ossia il luogo nel quale si tenevano un tempo gli animali da cortile. Il vigneto si trova sulle pendici delle colline di Vidor ad un’altezza di 200 metri sul livello del mare, ventilate e soleggiate.
Colore giallo paglierino brillante e vivace così come il perlage. Il naso è armonico, intenso e complesso con sentori balsamici, di erbe aromatiche e biscotti al burro. Il palato è pulito e avvolgente, fresco. Fine, equilibrato, intenso, buona persisteza.
Tittoni (Dry) – Valdobbiadene Docg Rive di Vidor – La Tordera
Le vigne poggiano su roccia calcarea e conglomerato. Si vendemmi con un leggero anticipo sulla piena maturazione. Il colore è giallo paglierino brillante e il naso si esprime particolarmente intenso sulle note fruttate di mela gialla, pera e frutta tropicale, fiori bianchi. La bocca è allo stesso tempo morbida, fresca e asciutta. Complessivamente fine, equilibrato ed armonico.
Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze (Dry) – La Tordera
Del vitigno secolare sulla collina del Cartizze, il top della produzione La Tordera, di cui si prende cura Pietro (da più di 80 primavere capostipite della famiglia Vettoretti) in prima persona esattamente come facevano i suoi antenati prima di lui.
Il Cartizze Dry ha un colore giallo paglierino cristallino e un perlage fine e persistente.
Si riconoscono in sentori di mela, pera matura e, tra i fiori, quelli del tiglio, del glicine e delle mandorle. Al palato è abbocato, morbido, più minerale che fresco, complessivamente fine, armonico, equilibrato e persistente. Versatile in abbinamento: dalle carni bianche, ai formaggi freschi, prosciutto di parma, crostacei, biscotteria al burro e pasticceria secca.
La Tordera and Prosecco “Senza Tempo”
Today, we are talking about 1,300,000 bottles under the La Tordera brand, with 60% of them distributed in Italy through restaurants and wine shops, not through Large-Scale Retailers. The 40% destined for export is consumed in over 40 countries, including the United Kingdom, the Netherlands, Belgium, Australia, the Czech Republic, Austria, Switzerland, France, the United States, and Portugal.
The Story of La Tordera
The story of La Tordera is that of a family that has experienced war, poverty, but also redemption and success, leading them to become what they are today. A journey that began with Pietro Vettoretti, the founder of La Tordera along with his wife Mirella, and continued with Paolo and Renato, who are now in charge. Many small steps have allowed the Vettoretti family over time to give identity to their wines, working an area that now spans 80 hectares, which originally started as a small vineyard in Cartizze, in Santo Stefano, acquired in 1918 by grandfather Giuseppe, born in Valdobbiadene in 1890. This vineyard was different from the others because, normally, the vines grew married to the trees to leave space for the cultivation of vegetables under the row, but Giuseppe wanted a specialized vineyard, studying its planting, the distance between the vines, and the trellising.
Years passed, and the Second World War was overcome. Many things changed, but the historic vineyard has endured and is still made up of over 130 centennial vines, some of the rarest in the entire Conegliano Valdobbiadene Docg region. At the time, the vineyard was not only used for wine production but also to distill grappa, while the pruned wood was used to heat the house. The farmers of the time were almost entirely self-sufficient, thanks to livestock, vine cultivation, vegetables, and fruits. Outside the family, they only purchased sugar, salt, and oil.
In the 1960s, Pietro decided to invest in the Valdobbiadene area by renting abandoned land at a very low cost. In the plains, corn was grown, while viticulture was only practiced on the hills because the valley floor was too cold. However, in the 1990s, Pietro understood the signs of climate change and opted to plant vineyards in the plains, close to the historic Valdobbiadene area. This path marked the transition from being simple grape suppliers to winemakers and then bottlers. Today, La Tordera produces 1,300,000 bottles, with 60% distributed in Italy through restaurants and wine shops, not in large retail chains. The remaining 40% is exported to over 40 countries, including the United Kingdom, Netherlands, Belgium, Australia, Czech Republic, Austria, Switzerland, France, the United States, and Portugal.
By the way, why Tordera?
Because the name recalls the thrushes that, during World War I, used to descend from the Dolomites and fly between the rows of vines in the Cartizze valley.
Viticulture is difficult! Doing it on the hills is even harder because every operation is performed manually. The work required for viticulture in Valdobbiadene is therefore significantly more demanding than that usually carried out in the plains. If the century-old plants, those from the 1918 vineyard, are the symbol of La Tordera, biodiversity is promoted not only through the recovery of ancient local varieties like Perera, cultivated in a vineyard of 5,000 plants, but also through the enhancement of the surrounding woods. To ensure the swift harvesting of grapes and their timely arrival in the cellar, which is crucial for Paolo, the winemaker, the harvest is preceded by meticulous vineyard preparation. It is Pietro himself who, even today, personally visits the vineyards, carefully tasting each grape to assess its ripeness and determine the optimal moment to begin the harvest.
The Winery
The construction of the modern La Tordera winery began in 2001, and in 2011, it was renovated according to principles of low environmental impact and energy savings, so much so that it was certified in 2012 as the first Casa Clima winery in Veneto. The wooden structure provides better insulation to maintain a constant temperature, and every room, as well as the water used in the winery, is heated with a wood chip boiler, produced from the wood of their own forests. Photovoltaic panels allow the production of 350 kW, almost entirely covering the energy needs. The water, used for washing the tanks and some bottling phases, is minimized and reused for irrigating the vineyards during periods of severe drought. Fuel use is limited to agricultural vehicles, with efforts to optimize their consumption. The labels are made with recycled paper, and the bottles, made of lightweight glass, weigh 700 grams and are composed of over 80% recycled glass. This allows them to melt at a lower temperature and reduce CO2 emissions. Lastly, for packaging, 100% recycled paper and dried pinewood without other treatments are used.
The Family Wines
The Vettoretti family, as mentioned, directly manages about 80 hectares, mostly owned, in the Conegliano Valdobbiadene and Asolo areas: 58 hectares (30 and 28 respectively) dedicated to Conegliano Valdobbiadene and Asolo DOCG and about 30 hectares for Prosecco DOC. The maximum distance of 30 km between the small plots is a key factor for Paolo, ensuring that the grapes reach the cellar as quickly as possible to preserve their quality, freshness, and aromaticity and to prevent unwanted fermentation. Alongside Paolo, La Tordera’s winemaker Luciano Rebuli selects and vinifies the grapes in separate batches, aiming to enhance the individuality of each wine produced. The region’s rich variety of soils and exposures stretches from Valdobbiadene to Vittorio Veneto, passing through Asolo and the Treviso Prosecco DOC areas.
At the highest quality level, after Cartizze, are the “Rive” of Guia and Vidor. Rive is the type that best represents the Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG denomination. To be classified as Rive, a wine must be made with grapes from a single municipality, and the vineyard must have lower yields: 5 quintals/hectare less than other DOCG vineyards. The secondary fermentation in autoclave lasts at least 60 days, and for Rive wines, it lasts 90 days. Based on the assumption that “If a Prosecco Superiore is of high quality, it can last over time,” as Paolo Vettoretti emphasizes, the “Senza Tempo” project was born: Valdobbiadene DOCG Metodo Classico, made exclusively from Glera grapes. The challenge? To create a Valdobbiadene DOCG with a traditional secondary fermentation that transcends time and represents the highest expression of territorial excellence. In general, the trend that Prosecco should be consumed within the year is outdated, at least for us, as we have established a certain approach.”
Among other wine types introduced, there is an Incrocio Manzoni 6.0.13 for customers who want a still, dry white wine, and an Incrocio Manzoni 13.0.25 (rosé) that we sparkling. These grapes are partly purchased.” Several years ago, they also introduced a Metodo Classico, Calchera, made with typical Pinot Nero and Chardonnay varieties.
Tasting Notes:
It is worth highlighting Paolo’s approach: “At La Tordera, we start from the vineyard to select the best sugar levels; the most precious style. Not the other way around.”
Otreval (Extra Brut) – Valdobbiadene DOCG Rive di Guia – La Tordera
From Glera vines grown on the hills of Guia di Valdobbiadene on clayey soil with a bit of sandstone and limited water availability comes Otreval, the highest vineyard of La Tordera (300 m above sea level) with a 70% slope. Extra Brut, with almost zero residual sugar. After harvesting, a secondary fermentation of 6 weeks in autoclave follows, and then a minimum three-month rest. In the glass, it is a bright straw yellow with fine and persistent bubbles. In addition to classic green apple and pear aromas, there are citrus, exotic fruit, floral, and baked bread notes. On the palate, it is fresh, dry, and long.
Brunei (Brut) – Valdobbiadene DOCG – La Tordera
An assemblage of grapes from different vineyards, named after the history of the land, revealed in an old map from the Austro-Hungarian period. It is the hallmark of the company, the true essence of the Natural Balance philosophy, the bestseller tasted thirteen months after harvest. It is kept with fine lees until July. The glass is crystalline straw yellow with excellent bubbles. The nose, intense, adds balsamic and herbal aromas to the classic fruit scents, from green apple to lychee, with slight floral notes. On the palate, it is smooth, fresh, slightly mineral, balanced, and persistent.
Serrai (Extra Dry) – Valdobbiadene DOCG – La Tordera
Serrai means “seraglio,” the place where farm animals were once kept. The vineyard is located on the slopes of the Vidor hills at 200 meters above sea level, well-ventilated and sunny. The color is bright straw yellow with lively perlage. The nose is harmonious, intense, and complex with balsamic, herbal, and butter biscuit aromas. On the palate, it is clean, enveloping, and fresh. Fine, balanced, intense, with good persistence.
Tittoni (Dry) – Valdobbiadene Docg Rive di Vidor – La Tordera
The vineyards rest on calcareous rock and conglomerate. Harvested slightly before full ripeness, the wine has a brilliant straw-yellow color. The nose is particularly intense with fruity notes of yellow apple, pear, tropical fruits, and white flowers. On the palate, it is simultaneously smooth, fresh, and dry. Overall, it is fine, balanced, and harmonious.
Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze (Dry) – La Tordera
From the centuries-old vineyard on the Cartizze hill, the pinnacle of La Tordera’s production, personally cared for by Pietro (the patriarch of the Vettoretti family for over 80 years), just as his ancestors did before him. The Cartizze Dry has a crystal-clear straw-yellow color and a fine, persistent perlage. The nose reveals scents of apple, ripe pear, and flowers like linden, wisteria, and almonds. On the palate, it is rich, soft, more mineral than fresh, overall fine, harmonious, balanced, and persistent. Versatile in pairings: from white meats to fresh cheeses, Parma ham, shellfish, butter biscuits, and dry pastries.







