La proposta gastronomica contempla le sarde in saor per forza di cose, l’immancabile pasta con le vongole, la frittura di paranza e poi moeche, gnocchi al granchio, lasagne, ecc…
Chioggia di mare e di laguna, sempre più colorita, sempre più vivace e accogliente. Una città marinara che non si scopre adesso e che dopo un periodo di appannamento ha trovato nuova centralità e nuovo slancio da una proposta turistica, ricettiva, gastronomica ammodernata e competitiva. Ne sono testimonianza i festival e gli eventi distribuiti non più e solo nella stagione estiva per il sollazzo dei bagnanti in buona parte stranieri, ma in tutto l’anno con l’obiettivo primario di rivolgersi agli avventori di giornata, locali e delle limitrofe province, da conquistare con i piatti e i calici della tradizione ma anche con i cosiddetti “cicchetti”, apetizer tipici della cucina veneziana. Tra queste rassegne gastronomiche si è fatta strada “Cicchettando per Ciosa”. L’evento, patrocinato dal Comune di Chioggia e ideato dall’Associazione Riva Vena in collaborazione con la Scuola di Formazione Professionale Enaip Veneto di Chioggia e con il sostegno di A.S.A. Federalberghi C.D.S. Chioggia – Delta Del Po – Saccisica, il Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia, Ascot Balneari, Confesercenti, è giunto nel 2025 alla quarta edizione. Quindici i bacari in gara per il miglior cicchetto. Vincitore un piatto freddo del ristorante Aloha di Mauro Zennaro: uno spaghetto condito con il sugo di canocchie, corallo della capasanta e una tartare cruda di canocchia e capasanta con cipolla bianca e radicchio di Chioggia Igp. Il secondo posto è andato al “Do’ Ombre” di Alfredo Verde e il terzo al “Centrum Risto-bar” di Andrea Sarto.








Proprio “Riva Vena” rappresentata da un Associazione nata ad hoc pochi anni fa per dare nuova linfa agli esercenti di questa zona, cuore pulsante delle attività commerciali clodiensi che qualcuno ha iniziato a chiamare i “Navigli di Chioggia”, è uno degli emblemi del rilancio di Chioggia tra bacari, gastronomie e in generale locali di somministrazione di alimenti e bevande curiosi e innovativi. Tra questi il “Bacareto da Morgan” di Morgan Villan, attuale presidente dell’Associazione Riva Vena. “Ho quarant’anni ed ho iniziato tredici anni fa con la prima cicchetteria in Riva Vena. Abito qui in zona da sempre ma a differenza di mia madre Susi Marincola, che è cuoca, non mi sono mai occupato di ristorazione ma sempre e solo di organizzazione di eventi, concerti, feste in particolare a Sottomarina, un’attività che porto avanti tutt’ora in particolare al Sand. Quest’anno ad esempio sto organizzando il Si Festival insieme a Maurizio Tiozzo occupandomi in particolare della pianificazione della serata con Steve Aoky, dj di fama internazionale”. L’esordio al bancone con i classici cicchetti come il crostino al baccalà mantecato, le sarde in saor e tutta una serie di polpettine fatte in casa. “Adesso – sottolinea Morgan – e così da qualche anno, è più ristorante che cicchetteria ma teniamo lo stesso le sfiziosità per il consumo al minuto, da aperitivo. L’inizio è stato laborioso e impegnativo considerato l’acquisto e il restauro di più locali contigui e tutta l’attrezzatura nuova. Tuttavia, negli anni, la Riva si è animata e rinnovata come presenza di locali e nella proposta gastronomica. Adesso riusciamo a fare sessanta coperti di cui cinquanta all’esterno. D’inverno teniamo chiuso e siamo aperti solo da marzo a novembre. La zona è diventata una delle strade principali del food a Chioggia frequentata da avventori locali e provenienti dalle province limitrofe soprattutto, Padova, Treviso a Vicenza, ma anche da clientela di fuori regione se non internazionale”. La proposta gastronomica contempla le sarde in saor per forza di cose, l’immancabile pasta con le vongole, la frittura di paranza e poi moeche, gnocchi al granchio, lasagne, ecc. “Lavoriamo con tutto il pescato fornito dalla nostra pescheria di riferimento adeguandoci a quello che troviamo di fresco e stagionale. Ultimamente, su alcune specie in particolare i prezzi sono aumentati anche di parecchio, ad esempio le vongole. Vini? Come vini lavoriamo con quattro cantine con una proposta che incontra i gusti più diffusi come il lugana e il prosecco”. Come vedi Chioggia in generale e rispetto alla proposta gastronomica? “Ha una potenzialità pazzesca – conclude Morgan – e ancora in buona parte inespressa. Come categoria siamo ancora troppo chiusi ed autoreferenziali, restii ai cambiamenti, agli ammodernamenti nel modo di porgerci e di proporci alla clientela. Sono molto soddisfatto di come sta procedendo la Riva e di tutti i miei colleghi con i quali c’è concorrenza ma non al ribasso. Tutti in linea con i prezzi per non rischiare di farci del male. Dobbiamo fare sempre più squadra”.
L’Imbriagon, altro locale tra i più nominati di Riva Vena è guidato da Enrico Giacchetto trentacinquenne jesolano, in società con Christian Buso di Oderzo (Tv). “Ho sempre lavorato negli hotel a Jesolo, Londra, Alto Adige come responsabile sala e bar. Il salto – puntualizza Enrico – l’ho fatto prendendo in gestione tre anni fa questo locale. Frequentavo Sottomarina dove ho lavorato ma non ero mai stato a Chioggia. E quando ho iniziato a bazzicarci mi è piaciuta subito. Si lavora tutto l’anno, anche a gennaio e febbraio e non solo nella stagione estiva. E questa Riva in particolare si sta promuovendo bene e si sta popolando sempre di più. Il locale era già così, noi abbiamo ricavato venticinque coperti all’interno e apportato qualche miglioria e siamo contenti dei risultati. Il cliente tipo è chioggiotto ma anche da tutte le province del veneto e tanti turisti dal resto d’Italia e stranieri. Sta cosa degli ombrelli colorati appesi all’esterno è stato un colpo di genio di grandissimo interesse e richiamo. Aprire altri locali? Questo è un format che voglio mantenere con i cicchetti, le seppioline, ecc. Si possono aggiungere pietanze per una proposta più articolata, ma bisogna essere consapevoli che la cucina deve essere adeguatamente attrezzata così come il numero di persone dedicate al servizio. L’obiettivo potrebbe essere quella di aprire anche altri locali sempre su questo format. A Chioggia ma perché no, anche a Padova, Verona. I cicchetti saranno sempre l’aspetto distintivo per un consumo più facile e immediato, con un tovagliato molto easy”. Materie prime derivate dal pescato locale. “E non abbiamo mai avute difficoltà a trovare pesce nonostante i prezzi siano aumentati. La proposta sui vini somma otto tipologie diverse dal lugana al soave, dal gewurtztraminer al pinot grigio e friulano. E poi ci sono anche bottiglie più costose di etichette più blasonate come lo champagne e l’amarone”. Cosa si mangia? piatti della tradizione come il baccala mantecato ma anche alla vicentina, seppioline, moscardini, polpettine miste. In estate crudités di scampi, ostriche, tartare di tonno, ecc. “Aderiamo all’associazione Riva Vena – conclude Enrico – che secondo me è una veste utile perché c’è un interesse collettivo da difendere e da esaltare. È bello riscontrare che una zona così sia cresciuta a tal punto che i consumatori arrivano con la voglia di assaggiare i piatti tipici e il pescato fresco della zona. Ci vedo prospettiva”.
CHI SONO & COSA FACCIO Sono Gian Omar Bison, giornalista e divulgatore. Mi occupo di agroalimentare, enogastronomia, economia agricola, attualità e politica, raccontando cosa c’è davvero dietro ai fatti.
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